La macchina da presa come strumento per la difesa dell’ambiente.

Dal 9 al 14 luglio San Vito Lo Capo ha ospitato la quinta edizione del Documentary Film Festival dedicato ai temi dell’ambiente e della mobilità sostenibile.

La rassegna, giunta alla quinta edizione, è dedicata ai documentari (realizzati in ogni parte del mondo) incentrati su temi come lo sviluppo sostenibile e il rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Scopo del festival è il rilancio di una politica attenta al rapporto tra uomo e ambiente e la crescita di una coscienza critica del pubblico sullo sviluppo sostenibile attraverso lo strumento dell’audiovisivo e in particolare del documentario d’autore sono il cuore del festival.

Ma anche portare il cinema dove non c’è è una missione del festival: a San Vito Lo Capo non esistono, infatti, né cinema né arene.

I titoli selezionati quest’anno trattano argomenti di stretta e di drammatica attualità come il disastro nucleare di Fukushima (Nyukuira Neyson – Nuclear Nation), lo sbarco di una multinazionale presso le comunità Maya Mam in Guatemala (Gold Fever), il disastro ecologico causato dalla contaminazione dell’acqua potabile in una contea carbonifera in West Virginia (Coal Rush) o il dramma della pesca indiscriminata al tonno (Der Letze Fang).

Il festival dedica spazio anche a documentari sulla mobilità sostenibile (da segnalare due corti come L’uomo che sembrava un taxi e L’insostenibile bellezza delle Eolie) e al delicato tema di spazi dimenticati come gli OPG, altrimenti detti manicomi criminali. Lo stato della follia di Francesco Cordio racconta l’abbandono in cui vivono le centinaia di persone ospitati in questi luoghi.

Anche quest’anno diverse associazioni, che operano nell’ambito dei temi ambientali, della sostenibilità e dei diritti umani, hanno confermato la loro presenza e la loro adesione al festival, e hanno organizzato una serie d’iniziative a scopo divulgativo durante i giorni del festival a San Vito lo Capo.

E’stato allestito il Laboratorio mercato di artigianato e commercio sostenibili.

Nel corso degli anni il festival ha visto crescere la partecipazione del pubblico, sia. durante le proiezioni delle opere sia durante le attività collaterali organizzate nell’ambito del festival.

Meritano di essere menzionati alcuni eventi speciali e collaterali come il laboratorio-mercato di artigianato del riuso e di prodotti eco-compatibili. Durante l’intera durata del festival, infatti, le strade di San Vito Lo Capo erano decorate e arredate con opere di design sostenibile realizzate con materiali di riuso.

I partner del festival, poi, ACLI, ARCI Sicilia, Greenpeace Italia, Amnesty International, FIAB, Palermo ciclabile, Palma Nana, WWF Palermo e altri, hanno proposto al pubblico laboratorio ludico-didattici sui temi inerenti allo sviluppo sostenibile, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare, i diritti umani e lo sport.

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