Cassatelle o Cassateddi trapanesi o sanvitesi

Buon pomeriggio a tutti…

Spero che la vostra giornata sia stata bella e semplice come la mia.

Ho cominciato tutto con un ottimo pranzo dai miei genitori.

Poi una bella passeggiata con le bimbe.

Oggi vi presento un dolcetto buono buono… E’ da qui si vedono le mie radici sicule…

Questo dolce tipico di Pasqua è di origini siciliane, detti i “cassateddi”, dolce pasquale appunto usato in tutta la Sicilia anche se le sue vere origini sono trapanesi…

Cambia il nome magari da paese a paese, ma il risultato è lo stesso ottimo!!!

Io amo la Sicilia e tutte le sue squisitezze culinarie.

Una delle cose che mi mancano quando ritorno dalla vacanza nella bellissima Sicilia è la cassatella fritta ora voglio condividerla con voi.

Le Cassatelle (cassateddi in dialetto trapanese, cappidduzzi a Marsala e raviola in quello mazarese) sono dolci tipici della gastronomia trapanese, originari della cittadina di Calatafimi intorno al 1700, in occasione delle festività pasquali e di carnevale. Sono oggi diffusi non solo nella provincia di Trapani, ma anche in gran parte della Sicilia occidentale.

È una produzione tipica siciliana, come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf). su proposta della Regione Siciliana.

 

Io adoro questo dolce, ne faccio grande scorpacciata, specialmente nel periodo estivo, quando spesso vado a San Vito Lo Capo, infatti, è un classico che quando si va da quelle parti bisogna tornare a casa necessariamente con un vassoio di cassatelle calde.

Sapete, dove li mangio spesso? Al bar “La Sorgente” a Castellammare del Golfo, dove li chiamano “Cassatelle”. Per me e per i miei amici, fare una sosta a Castellammare per gustare un’ottima cassatella, è obbligatorio, prima di procedere per una giornata di mare a San Vito lo Capo.

Potrete trovare questi dolcetti in quasi tutte le pasticcerie della Sicilia, in qualsiasi periodo dell’anno, e soprattutto di tutte le dimensioni: da quelli più piccini che si mangiano in un sol boccone, a quelli più grandi che val la pena saltare un pasto per poterli gustare meglio.

Qualche mese fa, in un giorno di ordinaria follia, le ho cucinate e il risultato ottenuto mi è sembrato abbastanza buono.

Quindi, se non avete ancora programmato la vostra Vacanza in Sicilia, potrete provare a farli voi in casa, con la ricetta che vi propongo qui di seguito:

Cosa ci serve….

  • Farina di grano duro 500 g (semola rimacinata)
  • olio d’oliva ½ bicchiere
  • vino bianco 1 bicchiere o marsala
  • zucchero 250 g
  • sale una presa
  • ricotta 500 g
  • limone 1 (la buccia grattugiata)
  • gocce di cioccolato 50 g
  • cannella qb
  • olio di semi di arachide per friggere
  • zucchero a velo per decorare.

Adesso si gioca…

Cominciate a lavorare la ricotta con una forchetta, zuccheratela con 200 g di zucchero conservando la restante parte per l’impasto, e conservate la crema in frigo, meglio se la sera prima. Preparate l’impasto versando la farina in una spianatoia, unite la presa di sale e cominciatela a lavorare con l’olio, il marsala e quanto occorre di acqua, fino a ottenere un impasto liscio e morbido: coprite e fate riposare per mezz’ora circa. Uscite la ricotta dal frigo, per chi desidera la crema più liscia, la può passare al settaccio oppure lasciarla più ruvida. Aggiungete alla crema di ricotta le gocce di cioccolato, la cannella a piacere e la buccia grattugiata del limone. Riprendete l’impasto e stendetelo in una sfoglia sottile, con un coppa pasta (diametro 10) ricavate tanti dischi. Riempite un sac a pochè con la crema di ricotta e distribuite tanti mucchietti di crema su ogni disco di pasta. Chiudete formando una mezza luna e tagliate il bordo con una rotella per ravioli. Friggete in olio caldo, scolate bene e spolverate sopra lo zucchero a velo. Servire subito.

Curiosità….

Le cassatelle – in genere – si preparano nella giornata del Venerdì Santo per essere consumate la Domenica di Pasqua e poi durante la scampagnata del giorno di Pasquetta. A tal proposito alle cassatelle pasquali è legato un simpatico aneddoto. Pare che i palermitani, un tempo amassero comprare le cassatelle proprio il Venerdì Santo, al Monastero di Santa Oliva. La richiesta era tale e tanta che le monache per far fronte alle ordinazioni ritardavano alle funzioni liturgiche. L’arcivescovo, contrariato, fece mettere allora un messo nell’androne del convento che, per tempo, faceva uscire la gente al grido: «cu ‘nnappi ‘nnappi r’e cassateddi ‘i Pasqua» (chi ne ha avute ne ha avute ebbe delle cassatelle di Pasqua), espressione idiomatica che in Sicilia è tuttora in uso per dire chi ha avuto ha avuto e tanto basti.

Sapete che….

Esiste la versione salata….

Nell’agro ericino (Erice, Valderice, Custonaci e Buseto Palizzolo) viene preparata come primo piatto, cucinata con il brodo di carne o gallina, ma anche condita con un ragù di carne. La pasta viene farcita con ricotta, prezzemolo e un pizzico di sale e poi bollita.

Si tratta di un’antica e dimenticata ricetta. Si prepara con una farcia di un chilo di ricotta, 2 uova, un mazzo di prezzemolo tritato, 100 gr. Di pecorino fresco grattugiato, 2 cucchiai pieni di zucchero. S’impastano acqua e farina per fare una pasta morbida e soda, si stende e si ritagliano dischi di 12 cm circa di diametro. Si farciscono e si lessano in acqua e sale, se di condiranno col ragù di carne (la mia preferita!), o direttamente nel brodo di carne, se si vuol gustare la ricetta delle cassatelle in brodo.

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Una risposta a “Cassatelle o Cassateddi trapanesi o sanvitesi

  1. Ci permettiamo di segnalarti direttamente la pagina di Vacanze Siciliane dedicata al Bar “La Sorgente”: http://www.vacanzesiciliane.net/aziende/bar-la-sorgente-castellammare/

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