Halloween o anticipo di carnevale?

Attenzione a non farci infinocchiare da una cultura che non ci appartiene e che alcuni Comuni, addirittura, si sono messi a sponsorizzare, nella più totale superficialità e non conoscenza delle nostre radici religiose.
Sarò vecchia, sarò bigotta, ma proprio non ce la posso fare a reggere Halloween.
Non amo tanto Halloween perché non mi sembra una festa che potrà mai essere nostra.
Non ci appartiene e basta.
Allora festeggiamo anche la presa della Bastiglia e quella del Ringraziamento!
Sarebbe bello mettersi lì a cucinare il tacchino con le salsine e tutte le cose che consiglia la tradizione (di loro).
Però, mi chiedo, che senso ha?
Mi rendo conto che Halloween è una festa commerciale, che fa girare i soldi, che ha prodotto Twilight, che piace tanto ai giovani.
C’è però un altro aspetto che vorrei mettere in luce e di cui nessuno parla.
La carnevalata di Halloween, apparentemente innocua, ha assunto negli ultimi anni connotazioni a dir poco inquietanti.
Essa, infatti, rappresenta, di fatto, una forma di allontanamento dall’insegnamento cattolico, e, più in generale, religioso.
Una forma di neopaganesimo, dietro la quale, la storia insegna, si annidano le distorsioni più inquietanti, specie di natura sessuale.
Attraverso questa ricorrenza, forze oscure stanno cercando di imporre il proprio pensiero magico – esoterico, formando e riformando la nostra cultura ad accogliere il male come fosse un bene.
Non è un caso che, anno dopo anno, specie fra i giovani, tale ricorrenza sia l’occasione per nuove esperienze proibite, che, talvolta, sfociano nella tragedia. (Un caso su tutti, l’omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia, qualche anno fa).
Halloween viene considerato da molti il capodanno dei satanisti.
Il periodo favorevole per la celebrazione di sabba, cioè riti e messe nere in onore del demonio.
Per gli occultisti la notte del 31 ottobre è uno dei quattro appuntamenti più importanti dell’anno.
La profanazione dei cimiteri, le messe nere, i sacrifici animali e umani e ogni sorta di dissacrazione e sacrilegio sono praticati, esaltati e auspicati.

Ma pensiamo agli aspetti positivi della festa:
– il travestimento rende tutti brutti allo stesso modo;
– i pelati possono ritrovare i capelli!;
– i ragazzini tornano a bussare alle porte e suonare i citofoni;
– la zucca costa poco e fa bella figura;
– le ragazze possono usare i trucchi che mai avrebbero usato;
– i ragazzi possono usare i trucchi che mai avrebbero potuto;
– e tutti si sentono un po’ americani (ma è positivo?).

Ebbene, c’è da chiedersi, perché in Italia si deve per forza festeggiare una festa non nostra?
In tutta la penisola ed in particolar modo al Sud, il 2 novembre ricorre la festa della commemorazione dei defunti, non quella di Halloween che invece si festeggia nella notte del 31 ottobre in America e in altre parti del mondo.
La ricorrenza della commemorazione dei defunti risale al X secolo, mentre quella di Ognissanti risale ad una decisione di Gregorio II, che nell’835 pare abbia spostato la festa già esistente, dal 13 Maggio al 1 novembre.
A Palermo, come in altre località dell’isola, si conservano ancora alcune usanze che rendono tale ricorrenza certamente particolare.
Anticamente questa era per i bambini quello che è oggi il Natale. Infatti in Sicilia, a portare i doni non erano le consuete figure delle festività natalizie, ma erano i defunti, che nella notte tra l’1 e il 2 novembre, visitavano i propri cari ancora in vita.
Quella delle visite dei defunti per la notte dei morti, non è solo un’attesa e gioiosa tradizione. Si racconta, infatti, che realmente in questa notte le anime dei morti possano tornare nelle loro case a trovare i propri cari.
Certamente si tratta di tradizioni che ancora persistono in Sicilia, ma il paganesimo portato da Halloween continua a spopolare tra i più giovani. E allora si vedono in giro maschere di streghe, mostri, fantasmi che pian piano stanno soppiantando i doni tradizionali.
Ormai pare che Halloween si sia del tutto…italianizzata, almeno a giudicare dal successo che questa festa straniera riscuote da alcuni anni fra i giovani.
La festa dei defunti, al contrario, deve tornare ad essere, la festa che unisce i bimbi e gli anziani, il futuro ed il passato.
Perché le zucche e i fantasmi devono soppiantare i pupi di zucchero, la frutta martorana e i giocattoli?
Questa mania esterofila rischia solo di minacciare la nostra identità e la nostra cultura.

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