Ricette

BUSIATE AL PESTO TRAPANESE

busiate al pesto alla trapanese

busiate al pesto alla trapanese

Tempo di preparazione: 35 min. circa

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g Busiate (bucatini),
  • 500 g pomodori da salsa,
  • 8 foglie basilico,
  • 6 spicchi aglio,
  • 40 g mandorle pelate,
  • 100 g pecorino,
  • olio extravergine,
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Pestate insieme l’aglio, il basilico e le mandorle ed aggiungete un filo di olio. Versate in una bolla di vetro e mescolate, unendo anche un po’ di pecorino grattugiato. Mettete i pomodori in acqua calda per qualche minuto, poi pelateli, privateli dei semi, spezzettateli e passateli nel mortaio. Aggiungeteli agli altri ingredienti, aggiustando di sale, pepe e altro olio. Cuocete la pasta in acqua salata, scolatela al dente e versatela nella bolla con il sugo. Mescolate bene e servite.

PANE CUNZATU ccu ogghiu, sali, aricunu e pipiolu

pani-cunzatu

pani-cunzatu

Tempo di preparazione: 10 min. circa

Ingredienti:

  • pane ancora caldo
  • olio extra vergine d’oliva di prima spremitura
  • sale
  • origano
  • acciughe dissalate e diliscate
  • olive nere snocciolate
  • sale
  • peperoncino.

Esecuzione:

Si taglia a metà in senso orizzontale un pane di semola ancora caldo di forno. La forma che si predilige per tale scopo è solitamente rotonda ben schiacciata, per non avere eccesso di mollica, e ben cotta. S’incide la mollica perché assorba meglio e si condisce con olio extravergine d’oliva, olive nere, sale, origano e peperoncino a cui si può aggiungere qualche fettina di pecorino fresco o qualche filetto di acciuga. Potete anche condirlo con olio, sale, pomodoro a fette e qualche foglia di basilico, sempre con eventuale aggiunta di formaggio o acciuga. Riunire il pane, pressare con le dita sulla crosta arricchita dal sesamo e poi gustare la leccornia spezzando con le mani.

Protagonista della cucina sanvitese è il “Cous Cous”, testimonianza dei notevoli influssi lasciati dalla dominazione araba. Si tratta di minuscole palline di semola, che vengono “ncucciate” cioè lavorate dalle abili mani delle cuoche e cotte a vapore in una speciale pentola di terracotta. Infine vengono condite con brodo di pesce misto.

Tra i primi piatti emergono le “busiate”, pasta fatta in casa.

 

COUS COUS DI PESCE (ricetta sanvitese)

couscous

couscous

 

Ingredienti per 5 persone:

 

  • 1 Kg di semola,
  • olio,
  • sale,
  • pepe,
  • foglie d’alloro,
  • cannella q.b.,
  • 2 teste d’aglio,
  • 3 cipolle.

Per la zuppa:

2 Kg di pesce da brodo, estratto di pomodoro, prezzemolo, mandorle tritate, cipolle, aglio, peperoncino e sale.

Esecuzione:

manipolare nella mafaradda o in un recipiente di creta basso e largo la semola, versando un po’ d’acqua per volta, in modo da ridurla in piccolissime palline.

Condire la semola così incocciata con olio, sale, pepe, cannella, cipolla a pezzi piccoli, prezzemolo e sistemarla nella cuscusiera alternando qualche foglia d’alloro. Riporre la cuscusiera su una pentola di uguale diametro piena d’acqua e far cuocere a vapore la semola per circa due ore. A parte, preparare la zuppa di pesce: lessare il pesce in 2 litri d’acqua con foglie d’alloro e aggiungere il soffritto di cipolle, aglio e prezzemolo, pomodoro a pezzi e mandorle tritate. Il composto deve cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti. Pulire e sminuzzare il pesce, filtrare il brodo. Versare in una zuppiera il couscous, parte del brodo e unire metà del pesce sminuzzato. Coprire il tutto e lasciare riposare per 1/2 ora: il couscous si mette a “dormire”. Servire con il brodo ed il pesce rimasto.

Sarde a beccafico

sarde a beccafico

sarde a beccafico

 Le sarde a beccafico sono un gustosissimo secondo piatto di origine siciliana: il connubio di sapori che si mescolano in questo piatto ne fa una pietanza particolarmente saporita e ghiotta, sicuramente da provare. Quella che vi proponiamo qui di seguito è la versione palermitana, ma vi suggeriamo anche come prepararla all’uso catanese.

 Ingredienti

 Acciughe (alici)sotto sale 4

 Preparazione

Per preparare le sarde a beccafico, accendete il forno a 200°, e cominciate a pulire tutte le sarde squamandole, svuotandole delle interiora e privandole di testa e lisca, ma lasciando la coda. Lavatele, asciugatele delicatamente ed apritele a libro stando attenti a non dividere le due metà attaccate dal dorso.

Mettete in una  padella 4 cucchiai di olio e il pangrattato, quindi fatelo dorare a fuoco dolce, mescolando continuamente e stando attenti a non bruciarlo, poi mettetelo in una terrina.

Mettete l’uvetta sultanina in ammollo in acqua calda e lasciatela rinvenire.

Tritate il prezzemolo e le acciughe dissalate.

Unite al pangrattato i pinoli, l’uvetta ben strizzata, il prezzemolo, le acciughe dissalate e tritate, lo zucchero, il sale e il pepe secondo i vostri gusti.

Con un cucchiaio di legno amalgamate bene tutti gli ingredienti disponete questo composto sulle sarde in modo che la pelle resti all’esterno, arrotolatele su se stesse cominciando dalla parte della testa, cosicché la coda resti all’esterno; ungete una teglia con dell’olio adagiatele a mano a mano ben ravvicinate in una teglia unta d’olio, ponendo tra una  e l’altra una (o mezza) foglia di alloro.

Le foglie di alloro possono essere sistemate anche in orizzontale tra una sarda e l’altra.

Quando avrete finito di disporle nella teglia, cospargetele col composto di pangrattato rimasto e irroratele con un composto formato da questi ingredienti rimasti: olio, succo d’arancia e zucchero.

Infornate le sarde a beccafico a forno caldo per circa 20-25 minuti.

Tradizionalmente le sarde a beccafico non si mangiano appena tolte dal forno; la teglia va lasciata coperta per mezz’ora e solo allora si servono in tavola.

 Consiglio

Se volete preparare le sarde a beccafico all’uso catanese, nel ripieno, dovete sostituire metà del pangrattato con lo stesso peso di pecorino grattugiato, e aggiungere aglio o cipolla tritati. Inoltre il composto viene spalmato sulla carne della sarda che viene sovrapposta ad un’altra sarda a mo’ di sandwich (lasciando la pelle verso l’esterno); queste vengono poi passate nell’uovo sbattuto, successivamente nel pangrattato, ed infine fritte.

 Curiosita’

I beccafichi sono uccellini che vanno ghiotti di fichi, e d’estate, quando se ne cibano a volontà diventano grassottelli e molto saporiti, proprio come le sarde preparate a beccafico, ripiene e gustosissime!

 Arancini di riso

arancina

arancina

 Ingredienti per circa 15 arancini

 

  • Burro 30 gr
  • Pecorino (grana o parmigiano) grattugiato 100 gr
  • Riso superfino (o a chicco tondo, per sformati, timballi, ecc) 500 gr
  • Sale q.b.
  • Uova 3 tuorli
  • Zafferano 1 bustina

…per il ripieno

Per impanare

Per friggere

 

Preparazione

Lessate il riso in poca acqua salata (circa 1,2 lt), in modo da far si che, a cottura avvenuta, l’acqua sia stata completamente assorbita.  In questo modo l’amido rimarrà tutto in pentola e voi otterrete un riso molto asciutto e appiccicoso.

Intanto sciogliete lo zafferano in pochissima acqua oppure nei tre tuorli sbattuti e unite il composto al riso ormai cotto.

Unite il formaggio grattugiato e il burro: mescolate bene per amalgamare il tutto, dopodiché  versate e livellate il riso su di un grande piatto e fatelo raffreddare.

Fate soffriggere la cipolla finemente tritata in un tegame con 2 cucchiai d’olio e il burro, poi unite la carne macinata; fatela rosolare a fuoco vivace, quindi aggiungete il vino e poi lasciatelo sfumare.

A questo punto aggiungete il concentrato di pomodoro diluito in un bicchiere d’acqua, aggiustate di sale e di pepe e fate cuocere per almeno 20 minuti a fuoco moderato.

Nel frattempo mettete i piselli in un tegame e cuoceteli per 10 minuti assieme ad un cucchiaio di olio e un mestolo di acqua (eventualmente alla bisogna aggiungete altra acqua).

Mentre i piselli si cuociono tagliate la scamorza a cubetti e metteteli da parte. Quando i piselli saranno ancora croccanti ma cotti, spegnete il fuoco e aggiungeteli al ragù ormai addensato e piuttosto asciutto.

Con il riso ormai freddo (ci vorranno almeno un paio di ore), formate uno strato sottile schiacciandolo sul palmo della mano; tenendo la mano piuttosto raccolta, formate un incavo al centro dove porrete un cucchiaio di ragù e piselli, e due o tre dadini di caciocavallo, poi chiudete con un altro strato sottile di riso.

Potete modellare gli arancini la forma prescelta: a palla o a pera. Proseguite così fino all’esaurimento degli ingredienti.

Dopodiché passate tutti gli arancini così ottenuti nell’uovo sbattuto.

 Passateli poi nel pangrattato e per ultimo friggeteli in abbondante olio bollente, (a 180°).

Per friggere gli arancini di riso, consiglio di utilizzare una friggitrice o un pentolino piuttosto piccolo e alto, in modo che gli arancini siano completamente sommersi dall’olio durante la frittura.

 Immergete gli arancini nell’olio bollente servendovi di un mestolo forato, e toglieteli dall’olio quando saranno ben dorati. Lasciate infine scolare gli arancini su un foglio di carta assorbente.

Servite gli arancini caldi, oppure, se preferite, anche a temperatura ambiente.

 Consiglio

Se volete, potete sostituire il caciocavallo tagliato a dadini usato per il ripieno degli arancini, con: pecorino fresco, provola o mozzarella.

 Curiosità

L’arancino di riso, che deve il suo nome alla somiglianza estetica con l’arancia, è un prodotto tipico di Messina e Palermo, ma si trova ottimo, e preparato secondo la tradizione, in tutta la Sicilia

Secondo alcuni, gli arancini sarebbero nati ad opera delle monache nei conventi, per altri all’interno delle ricche case baronali, mentre più praticamente, c’è chi li farebbe derivare dalla tradizione della cucina popolare, dove gli avanzi venivano sapientemente riciclati con fantasia e gusto.

 Pasta con le sarde (Palermo)

pasta con le sarde

pasta con le sarde

Ingredienti

Gli ingredienti principali sono le sarde, la pasta e il finocchietto. La sarda è un pesce azzurro assai diffuso nel mediterraneo. Appartiene allo stesso gruppo delle acciughe o alici, ma è più grassa e deve per questo essere cucinata non oltre le otto ore dalla pesca per non comprometterne il sapore. Si pesca soprattutto da marzo a settembre. Le sarde (o sardelle) previste per questo piatto devono essere quelle fresche e non possono essere sostituite con le sardine sott’olio.

Devono essere nettate e sfilettate, eliminando la testa, la coda e la lisca, quindi lavate e asciugate tra due panni puliti. Quanto alla pasta, sono generalmente indicati tre tipi di pasta, tutti di semola di grano duro: i bucatini; i perciatelli, leggermente più grossi dei bucatini e chiamati anche col nome generico di maccheroni; i mezzani o mezzi ziti. Il finocchietto di montagna di cui si parla nelle ricette è il finocchio selvatico.

Nella pasta con le sarde se ne utilizzano le parti più tenere e verdi, i germogli, i rametti più giovani e le tipiche foglie piumose (o barba), che si possono raccogliere in campagna dalla primavera all’autunno e cioè nello stesso periodo in cui è possibile trovare nei mercati le sarde freschissime. Gli altri ingredienti della ricetta “classica” sono: cipolle, acciughe salate, uva passolina, pinoli, una bustina di zafferano, olio, sale e pepe.

Dosi

Per tre o quattro persone:

Le dosi appena descritte sono quelle più indicate nei vari ricettari, e in particolare nella Grande Enciclopedia illustrata della gastronomia, di Selezione dal Readers Digest, ma non tutti gli autori concordano. La Di Leo prescrive una quantità doppia di finocchietto (1 kg), mentre la Allotta raddoppia la quantità di sarde, ferme restando le dosi degli altri ingredienti. Veronelli e Carnacina invece prevedono per 750 g di maccheroni, appena 350 g di finocchietto e 500 g di sarde.

Preparazione

Lessare per una ventina di minuti i finocchietti in tanta acqua salata, quanta ne servirà poi per la pasta (4 litri per 500 g), scolarli e tritarli. Tenere da parte l’acqua. In un tegame, scottare le sarde in 1 dl d’olio extravergine d’oliva (un minuto per lato), scolarle e riservarle. Mettere a soffriggere nello stesso tegame le cipolle finemente affettate fino a leggerissima coloritura e unire quindi i finocchietti, le sarde, l’uva passolina (rinvenuta in acqua tiepida per mezz’ora), i pinoli, sale e pepe. Cuocere a fuoco basso, mescolando, per amalgamare la salsa.

Dopo una ventina di minuti, unire le acciughe che sono state dissalate, lavate, asciugate e infine sciolte in un tegamino con un cucchiaio d’olio caldo. Cuocere ancora per 15 minuti, sempre mescolando e unire quindi una bustina di zafferano, sciolto in un cucchiaio dell’acqua di cottura dei finocchietti. Mettere intanto a cuocere la pasta nell’acqua di cottura dei finocchietti. Scolarla al dente e unirla al condimento. Lasciare riposare per qualche minuto prima di servire.

Varianti

Esistono 2 varianti principali quella della zona palermitana cosiddetta “in bianco” senza aggiunta di sugo di pomodoro, e un’altra diffusa nell’agrigentino in cui è previsto il concentrato di pomodoro nella fase di preparazione.

Questa ricetta è talmente diffusa nel territorio palermitano che nel corso del tempo si sono affermate, sia nella tradizione familiare, sia nelle cucine dei grandi chef, diverse varianti.

Francesco Paolo Cascino, famoso chef siciliano, mette, al posto delle cipolle, degli scalogni e uno spicchio d’aglio, bagna il soffritto con un bicchiere di vino bianco e usa sardine salate invece delle acciughe.

Pino Correnti, illustre gastronomo siciliano, unisce solo metà delle sarde al soffritto di cipolla. Scola la pasta molto al dente, la mescola al condimento, la passa in un tegame da forno e la ricopre con l’altra metà delle sarde, rosolate in un secondo tegame nella loro salsa. Cosparge infine la superficie con mandorle tritate e inforna la teglia per dieci minuti.

Anche Veronelli e Carnacina concludono la preparazione in forno, a calore moderato per circa 20 minuti.

Mentre la Di Leo e la Allotta suggeriscono di far semplicemente riposare la pasta condita per dieci minuti prima di servire.

Infine una variante piuttosto diffusa, riferita dalla Allotta: la Pasta con le sarde alla “milinisa”, che prevede di versare 3 dl di salsa di pomodoro una volta che tutti gli altri ingredienti sono stati uniti nel tegame. La cottura deve proseguire per 30 minuti circa a fuoco dolce. La pasta, una volta scolata, si condisce con il sugo e si cosparge con pangrattato, tostato in padella con due cucchiai d’olio.

La Spincia: le frittelle di patate! spincie

La spincia é una frittella fatta di farina e patate, dolce tipico dell’agro ericino che si tramanda da circa due secoli. La sua ricetta è arrivata in tutto il Sud Italia ed è una tra le più sempli e gustose che c’è.

Somiglia tanto ad un krapfen ma è semplicecemente una frittella.
Ecco le dosi per 10 persone, ovviamente se siete in due dividete il tutto per 5 così restate nelle proporzioni senza abbuffarvi ;)

  • 1 kg farina
  • 400 gr patate
  • 1 “lievito di birra” 20 gr
  • acqua tiepida q.b
  • pizzico di sale
  • olio di oliva (è sempre meglio quello extravergine)
  • zucchero (se lo avete è meglio di canna vd. articolo sulllo zucchero!)
  • cannella in polvere (poca, è un odore!) – facoltativo

 

E adesso mani in pasta:

  1. Prendete le patate e fatele bollire, quindi passatele fino ad ottenere una purea omogenea. Aggiungete la farina, e amalgamate il tutto.
    Nel frattempo fate sciogliere il lievito di birra in 200 centilitri di acqua tiepida, quindi aggiungete all’impasto e continuate ad impastare. Se preferite, potete aiutarvi con la frusta elettrica.
  2. Aggiungete un pizzico di sale e tanta acqua medio calda quanto basta fino ad ottenere un composto elastico e filante. Se desiderate, potete aggiungere all’impasto anche dei semi di finocchio, ma è facoltativo. Lasciate riposare e lievitare per non meno di un’ora.

Trascorso questo tempo, mettete a riscaldare l’olio in padella o in friggitrice.

  1. Prendete l’impasto e fatene delle frittelle (aiutatevi stendedo palline di massa su un ripiano infarinato allungandone la forma, poi arrotolate e unite alle estremità il cilindro ottenuto).

Versatele nell’olio bollente quindi fatele dorare. Estraetele dall’olio e mettetele in un piatto con della carta assorbente. Preparate una scodellina con dello zucchero e cannella in polvere e tamponate le frittelle ancora calde. Poi servire o mangiare direttamente!

Spaghetti con la bottarga di tonno

spaghetti con la bottarga di tonno

spaghetti con la bottarga di tonno

Fra i prodotti tipici dell’ isola di Favignana non poteva mica mancare il pesce…. il tonno rosso si distingue su queste isole… sicuramente il prodotto da non perdere e la sua Bottarga cioè le uova salate ed essiccate, dal magnifico profumato dona un sapore particolae a tutti i piatti… utilizzarle in cucina è facilissimo e di grande effetto. Io le preparo cosi:

Ingredienti  per 4 persone

400g di spaghetti
1 spicchi d aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 pomodoro maturo (facoltativo)
2 cucchiai di bottarga di tonno di favignana
1 peperoncino
olio evo
sale fino

Preparazione

In una capiente padella rosolare l’ aglio intero con l olio evo, con un pizzico di peperoncino e un ciuffo di prezzemolo tritato se gradite anche un pomodoro a dadini, spegnete il gas e lasciate raffreddare.

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata scolatela al dente e saltatela in padella aggiungendo la bottarga di tonno a fuoco spento. Servite calda.

Genovesi ericine alla crema pasticcera

Questi sono forse i dolci più popolari.

Le genovesi si distinguono per il ripieno di crema pasticcera.

Ingredienti per la Pasta frolla

250 g di farina di grano duro

250 g di farina tipo 00

200 g di zucchero

200 g di burro o margarina, tagliato a pezzi

4 tuorli d’uovo

Qualche cucchiaio di acqua fredda

Mescolare le due qualità di farina e lo zucchero in una terrina grande. Aggiungere i pezzetti di burro e incorporare con una lama da pasticceria o con due coltelli. Incorporare i tuorli uno alla volta, e aggiungere tanta acqua quanto basta perché la pasta si riprenda. Versare su una superficie infarinata e formarne una palla. Maneggiare la pasta il meno possibile, altrimenti la pasta verrà dura. Avvolgere la palla con la pellicola e lasciarla riposare in frigo per almeno 30 minuti prima di stenderla. La pasta cruda si mantiene per una settimana nel frigo o per un mese nel freezer. Questa ricetta è sufficiente per foderare una teglia di 28-30 cm in diametro.

Ingredienti per la Crema pasticcera

Questa crema, semplice e delicata, serve soprattutto come ripieno per le genovesi, ma anche per crostate.

2 tuorli d’uova

150 g di zucchero

40 g amido (di grano o di mais)

½ litro di latte

Buccia di mezzo limone, grattugiata

In un tegame pesante, sbattere insieme i tuorli e lo zucchero con una frusta. Sciogliere l’amido in mezzo bicchiere del latte, poi aggiungerlo al latte rimanente, mescolando bene. Versare il tutto lentamente nel tegame con i tuorli, mescolando bene con la frusta.

Cuocere a fiamma bassa, mescolando continuamente, per 10-12 min. finché non diventi molto spesso, come un budino. Incorporare la buccia grattugiata.

Versare in una terrina e coprire con la pellicola, facendo si che la pellicola posi direttamente sulla crema, e lasciare raffreddare. Conservare in frigo per un massimo di 3 giorni. Se si dovesse separare, lavorare con la frusta finché non torni omogenea.

Resa: mezzo litro circa.

Zucchero a velo per spolverare

Riscaldare il forno a 220° C.

Procedimento

Con le mani rotolare la pasta in salsicce di due cm di diametro. Tagliare in pezzi lunghi 8 cm, e stendere ciascuno con il matterello per formare rettangoli di 15 x 10 x ½ cm circa. Mettere 2 cucchiai di crema su metà d’ogni rettangolo, ripiegare l’altra metà, e premere tutto attorno ai bordi con le dita. Tagliare a cerchietto con uno stampino, un bicchiere o un tagliapasta. Posare su una teglia a distanza di circa 2,5 cm. Dorare nel forno circa 7 minuti.

Trasferire su una griglia e spolverare con zucchero a velo. È preferibile mangiarle mentre ancora tiepide.

Resa: circa 16 paste.

10 risposte a “Ricette

  1. Hello There. I found your blog using msn. This is a very well written article.
    I will make sure to bookmark it and return to read more of your useful info.
    Thanks for the post. I’ll certainly comeback.

    Mi piace

    • marcellavincenzo

      Ciao, grazie per l’apprezzamento, prova a iscriverti , pubblicherò ancora qualche piatto tradizionale della cucina siciliana. Marcella

      Mi piace

  2. Hey I know this is off topic but I was wondering if you knew of any widgets I
    could add to my blog that automatically tweet my
    newest twitter updates. I’ve been looking for a plug-in like this for quite some time and was hoping maybe you would have some experience with something like this. Please let me know if you run into anything. I truly enjoy reading your blog and I look forward to your new updates.

    Mi piace

  3. Greetings from Idaho! I’m bored to death at work so I decided to check out your blog on my iphone during lunch break. I enjoy the information you provide here and can’t wait to take a
    look when I get home. I’m shocked at how fast your blog loaded on my mobile .. I’m not even using WIFI, just 3G .
    . Anyways, wonderful blog!

    Mi piace

    • marcellavincenzo

      Idaho è uno stato che non conosco e che mi piacerebbe visitare. Vivo in Lombardia una regione italiana, ma vado in vacanza a san vito lo capo paesino marittimo in provincia di trapani dove affitto per vacanze a turisti un’ appartamento, ma anche camere, te lo dico così se sei veramente stanco del solito tran tran e vuoi staccare la spina puoi venire a trovarmi, sul mio blog trovi tutto ciò di cui hai bisogno per contattarmi, nel frattempo iscriviti al blog, ammazza la noia e leggi i miei articoli. Grazie comunque per essere passato

      Mi piace

  4. Hi, i think that i saw you visited my weblog thus i came to “return the
    favor”.I’m attempting to find things to enhance my website!I suppose its ok to use some of your ideas!!

    Mi piace

    • marcellavincenzo

      il mio blog ha scopo divulgativo così puoi servirtene come vuoi puoi iscriverti così ti arrivano i miei post oppure creare un link del mio blog per i tuoi amici, così anche loro usufruiscono dei miei post.

      Mi piace

  5. This text is priceless. Where can I find out more?

    Mi piace

  6. tu ai delle ricette buonnissime brava

    Mi piace

    • Sono ricette della tradizione culinaria trapanese.
      Ti invito a venirle a provare personalmente.
      Dal 16 al 25 settembre si svolge a San Vito Lo Capo il cous Cous Fest.
      Si tratta di una manifestazione internazionale nel corso della quale è anche possibile degustare il Cous Cous al pesce.

      Grazie per aver visitato il mio blog

      Mi piace

Dimmi che ne pensi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...